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I SUCCHI DI FRUTTA SONO TUTTI UGUALI?

NO, NON TUTTI MANTENGONO FIBRE E VITAMINE

Nell’immaginario comune si fa spesso l’errore di pensare che bere un succo di frutta equivalga a mangiare della frutta. In realtà non è sempre così, e questo dipende soprattutto dalla tipologia di succhi che si sceglie di consumare.

Secondo le Normativa Europea c’è differenza tra succhi, nettari, succhi e polpa, succhi da concentrato e succhi concentrati.

  • Il succo di frutta è ottenuto da frutta sana e matura al 100% che può essere fresca o conservata mediante refrigerazione o congelamento
  • Il nettare è composto sia da succo che da acqua con un’aggiunta di zuccheri fino al 20%
  • Il succo e polpa si ricava invece dalla purea di frutta che può essere anche concentrata
  • Il succo da concentrato si ottiene aggiungendo l’acqua estratta al momento della concentrazione
  • Il succo concentrato, prima di essere imbottigliato, viene privato di una determinata quantità d’acqua.

Dunque non tutti i succhi sono uguali!

La maggioranza dei succhi in commercio contiene zuccheri aggiunti e viene lavorata e pastorizzata ad alte temperature. Dopo il trattamento termico, però, si perdono molte delle vitamine e dei minerali che erano originariamente presenti nella frutta.

Cos’è la pastorizzazione ad alte temperature?
Si tratta di un processo termico che abbatte i batteri e garantisce la conservazione degli alimenti. Durata e temperatura della pastorizzazione dei succhi dipendono dal tipo di confezione finale, per esempio vetro, lattine o brick. In media la temperatura si aggira sugli 80°C. A questa temperatura le vitamine (in particolare A e C) e le fibre si “rovinano” e non sono più disponibili.

Esiste un metodo alternativo alla pastorizzazione?
La risposta è sì. L’alternativa al trattamento termico si chiama pascalizzazione o HPP (acronimo di High Pressure Processing). Si tratta di un processo che permette di ottenere un risultato molto simile alla pastorizzazione ma a basse temperature grazie all’utilizzo di alte pressioni (circa 6000 bar).

La frutta viene selezionata, lavata, se necessario sbucciata, e spremuta a freddo. I succhi di frutta così ottenuti vengono miscelati per creare gustosi mix o vengono imbottigliati tal quali.  Le bottiglie o i Bag-in-Box vengono trattati con l’HHP e sono subito pronti per raggiungere i banchi refrigerati di supermercati, bar, caffetterie, ristoranti, ecc…

I succhi HPP, come quelli di Macè, si conservano in frigorifero ed hanno una shelf-life di circa 90-110 giorni, dunque più breve rispetto ai succhi pastorizzati. Il risultato finale, però, è nettamente superiore.  Con questo metodo vengono preservate non solo le vitamine, ma anche il gusto e il colore della materia prima rendendo questi succhi molto più simili dal punto di vista nutrizionale e gustativo, alla frutta di partenza.

Ora che conosci la differenza tra i tipi di succhi, quale sceglieresti?
Noi di Macè abbiamo fatto questa scelta più di 12 anni fa, scegliendo l’HPP per poter offrire ai consumatori un prodotto di alta qualità, salutare e soprattutto naturale.